Aspettando il Giorno della Memoria, perché non ci si ricordi solo quel giorno…

19 gennaio 2010 di jraffa

Paul Eluard, Liberté (1942)

Sur mes cahiers d’écolier
Sur mon pupitre et les arbres
Sur le sable sur la neige
J’écris ton nom

Sur toutes les pages lues
Sur toutes les pages blanches
Pierre sang papier ou cendre
J’écris ton nom

Sur les images dorées
Sur les armes des guerriers
Sur la couronne de rois
J’écris ton nom

Sur la jungle et le désert
Sur les nids sur les genêts
Sur l’écho de mon enfance
J’écris ton nom

Sur les merveilles des nuits
Sur le pain blanc de journées
Sur les saisons fiancées
J’écris ton nom

Sur tous mes chiffons d’azur
Sur l’étang soleil moisi
Sur le lac lune vivante
J’écris ton nom

Sur le champs sur l’horizon
Sur les ailes des oiseaux
Et sur le moulin des ombres
J’écris ton nom

Sur chaque bouffées d’aurore
Sur la mer sur les bateaux
Sur la montagne démente
J’écris ton nom

Sur la mousse des nuages
Sur les sueurs de l’orage
Sur la pluie épaisse et fade
J’écris ton nom

Sur les formes scintillantes
Sur les cloches des couleurs
Sur la vérité physique
J’écris ton nom

Sur les sentiers éveillés
Sur les routes déployées
Sur les places qui débordent
J’écris ton nom

Sur la lampe qui s’allume
Sur la lampe qui s’éteint
Sur mes raisons réunies
J’écris ton nom

Sur le fruit coupé en deux
Du miroir et de ma chambre
Sur mon lit coquille vide
J’écris ton nom

Sur mon chien gourmand et tendre
Sur ses oreilles dressées
Sur sa patte maladroite
J’écris ton nom

Sur le tremplin de ma porte
Sur les objets familiers
Sur le flot du feu béni
J’écris ton nom

Sur toute chair accordée
Sur le front de mes amis
Sur chaque main qui se tend
J’écris ton nom

Sur la vitre des surprises
Sur les lèvres attendries
Bien au-dessus du silence
J’écris ton nom

Sur mes refuges détruits
Sur mes phares écroulés
Sur les murs de mon ennui
J’écris ton nom

Sur l’absence sans désir
Sur la solitude nue
Sur les marches de la mort
J’écris ton nom

Sur la santé revenue
Sur le risque disparu
Sur l’espoir sans souvenir
J’écris ton nom

Et par le pouvoir d’un mot
Je recommence ma vie
Je suis né pour te connaître
Pour te nommer

Liberté
————————–

Sui miei quaderni di scolaro
sulla mia cattedra e sugli alberi
sulla sabbia sulla neve
scrivo il tuo nome

Su tutte le pagine lette
su tutte le pagine bianche
pietra sangue carta o cenere
scrivo il tuo nome

Sulle immagini dorate
sulle armi dei guerrieri
sulle corone dei re
scrivo il tuo nome

Sulla giungla e sul deserto
sui nidi e sui cespugli
sull’eco della mia infanzia
scrivo il tuo nome

Sulla meraviglia delle notti
sul pane bianco dei giorni
sulle stagioni fidanzate
scrivo il tuo nome

Su tutti i miei stracci d’azzurro
sullo stagno sole marcito
sul lago luna viva
scrivo il tuo nome

Sul campo sull’orizzonte
sulle ali degli uccelli
e sul mulino delle ombre
scrivo il tuo nome

Su ogni sbuffo d’aurora
sul mare sulle barche
sulla montagna demente
scrivo il tuo nome

Sulla spuma delle nuvole
sui sudori della tempesta
sula pioggia spessa e scipita
scrivo il tuo nome

Sulle forme scintillanti
sulle campane dei colori
sulla verità fisica
scrivo il tuo nome

Sui sentieri risvegliati
sulle strade dispiegate
sulle piazze che strabordano
scrivo il tuo nome

Sul lume che s’accende
sul lume che si spegne
sulle mie ragioni riunite
scrivo il tuo nome

Sul frutto tagliato in due
dello specchio e della mia stanza
sul mio letto conchiglia vuota
scrivo il tuo nome

Sul mio cane goloso e tenero
sulle sue orecchie drizzate
sulla sua zampa maldestra
scrivo il tuo nome

Sulla pedana della mia porta
sugli oggetti familiari
sul flusso benigno del fuoco
scrivo il tuo nome

Su ogni carne accordata
sulla fronte dei miei amici
su ogni mano che si tende
scrivo il tuo nome

Sul vetro della sorpresa
sulle labbra intenerite
ben al di sopra del silenzio
scrivo il tuo nome

Sui miei rifugi distrutti
sui miei fari crollati
sui muri della mia noia
scrivo il tuo nome

Sull’assenza senza desiderio
sulla solitudine nuda
sui gradini della morte
scrivo il tuo nome

Sulla salute ritornata
sul rischio scomparso
sulla speranza senza ricordo
scrivo il tuo nome

E per il potere d’una parola
ricomincio la mia vita
sono nato per conoscerti
per nominarti

Libertà

Amici

23 dicembre 2009 di jraffa

“Gli amici sono quelle rare persone che ti chiedono come stai e poi ascoltano persino la risposta (Anonimo)”.

Questa la dedico a Katia, Tiziana, Anna Ga, Graziana, Gisa, Fabrizia, Irmuccia, Ele cugina di Ache, Dani, Evita, Manu Angioni, Gabri Mura, Siusy Lenzu, Gabo superfratello piccolo, Peppo superfratello grande, Gemita, Santi, Raffa Frù, Giulia, Ale Psyco-Gallo, Omaretto, Frank, Nito, Caocci, Vladi console del Sikkim e tanti che non ricordo ma che sicuramente ho nel cuore, con l’augurio di felicità per l’anno che viene e per tutti quelli che verranno.

In the name of love! what more in the name of love?

10 dicembre 2009 di jraffa

La bellezza dell’amore

8 dicembre 2009 di jraffa

“Secondo un detto comune, l’amore rende belli. Ed è vero, come è vero che vediamo bella la persona che amiamo…la bellezza è lo splendore della verità. Splendore significa radiosità, energia vitale, amore. E verità è ogni parola, ogni sguardo, ogni gesto che esercita su di noi un’influenza che non distorce la nostra personalità. La bellezza, in quanto splendore della verità, è un effetto dell’amore, è amore che agisce. Una persona che ama sinceramente diffonde intorno a sé uno splendore tale che sarebbe assurdo mettere in discussione questa bellezza apertamente rivelata sulla base di criteri estetici.” (P. Schellenbaum)

La fine

3 dicembre 2009 di jraffa

…di un sogno, di una vita, della tua vita, degli album, delle vacanze insieme, di una casa. Le lacrime le trattengo a stento con fatica, ingoiando nodi che si fermano in gola perché la tristezza è tanta. Il peso del senso di colpa inflitto ingiustamente da tanti anni non è giustificato, non ho colpe. Lestofanti dice, ma perché? Mai un dolore, mai una preoccupazione, mai un pensiero. Eppure non amati, mai, messi al mondo per routine e poi abbandonati completamente. Non voglio fare figli così, che qualcuno mi blocchi se mai perpetuerò tanto non amore. Oggi finisce una vita, oggi finisce un sogno, il mio sogno che non si è mai avverato. Con dolore andiamo avanti, uniti come sempre, ma con una tristezza infinita dentro che per pudore e dignità manteniamo nostra. Andremo avanti anche se il sogno non si è avverato, anche se abbiamo sofferto tanto, anche se non siamo mai stati riconosciuti. Che ci possiamo fare? Niente. La vita è così, a volte mancano pezzi forti, fondamentali, che non sai neanche che sapore vero avrebbero perché non li hai mai avuti. Chissà come sarebbe stato…non lo saprò mai. Posso solo immaginare, fantasticare, ma poi smetto anche, tanto che senso ha? E le conseguenze di tutto questo le pagherò io, solo io, perché tanto i danni chi me li fa non li paga. Difficile mantenere la fiducia, difficile mettere via il dolore ed impedire che abbia la meglio sulla vita. Difficile. Sono stanca, stanca del dolore, del dolore gratuito. E’ più facile per tanti voler male che voler bene. Ma perché? Io sceglierò sempre di voler bene.

L’amore sadico

13 novembre 2009 di jraffa

“Non ho ancora imparato a capire che ci sono persone che prendono i tuoi sentimenti e ne fanno brandelli, che godono del fatto che tu stia male per loro. Queste persone sono le persone sadiche, e le persone sadiche odiano senza mettersi limiti. Sono persone che ti fanno male, che si prendono gioco dei tuoi sentimenti come se fossero roba da niente, quando invece l’amore e’ oro. Persone che non sanno accettare di essere amate, non lo tollerano, non sanno gestire il sentimento d’amore che proviene dalle altre persone. Vedono una realtà distorta e soffrono di deliri paranoici e alterano la realtà. Non sanno gestire l’amore di un’altra persona quando lo ricevono, ma lo disprezzano e lo negano a tutti i costi, preferiscono credere di non essere amate affatto, perché insieme all’amore hanno sempre vissuto l’odio, come capita a un bambino rifiutato da una madre, che cova amore e odio insieme e li confonde come una cosa sola. Quel bambino fa di tutto per avere l’amore della madre, ma allo stesso tempo la odia perché lei non glielo da. Ed è questo ciò che impara inconsciamente dalla vita. Che l’amore e l’odio sono fusi, sono la stessa cosa.

Io ringrazio di aver letto queste cose, ringrazio Schellembaum e ciò che ha scritto, perché è grazie a questo che ho capito che esistono le persone sadiche. E’ così che ho capito che per quanto tu possa dimostrare loro il tuo volergli bene, loro continueranno a negarlo, perché non saprebbero come gestire il fatto di essere finalmente amati nella vita senza riserve. Ringrazio di lavorare su me stessa, ringrazio di avere l’empatia e di provare sempre dolore nel vedere una persona che soffre, tanto piu’ se soffre per me. Ringrazio di non essere sadica, né anaffettiva. Cammino a testa alta sapendo che non mi sono mai presa gioco di nessuno, che mi sono sempre presa le mie responsabilità perché non è da persona matura non prendersele e credere sempre che la persona sbagliata sia l’altra. E cammino a testa alta anche comprendendo che una persona se mi fa del male ha probabilmente una sua grande ferita dentro, vecchia o nuova che sia, ma ce l’ha. E io quella ferita la guardo con comprensione e con rispetto, perché il dolore di non essere amati è il dolore di tutti. E perché di fronte alla ferita di una persona non si può provare piacere e soddisfazione, come il sadico fa.

Tu che leggi o che un giorno leggerai queste cose, sappi che mi hai fatto molto male, che mi hai provocato dolori atroci, che nel farmi carico della tua patologia ho rovinato me stessa, e la fatica per risalire è tanta. Ancora di piu’ mi ha fatto male vedere che non provavi niente, se non piacere, nel vedermi soffrire. Hai dato colpi al mio cuore e ferite cosi’ profonde che faranno male per tutta la vita. La tua anaffettività e i tuoi disturbi hanno fatto danni enormi su di me, che me ne sono caricata credendoli limiti miei, credendomi sbagliata dall’inizio alla fine.

Ringrazio che non sono anaffettiva, ringrazio che provo empatia, e che se uno soffre il mio cuore lo sente. Non ho corazze di fronte alla sofferenza altrui e ne sono contenta, perché uno che è sadico vive molto male. La risalita è lenta e difficile, ogni gradino fatto può essere seguito da una caduta all’indietro. Ringrazio chi mi ha aiutato a vedere tutto questo. Ringrazio chi mi ha ricordato che persona sono, ringrazio chi di fronte al sadico mi ha detto: non sei tu la malata. Ce l’ho invece con chi non mi ha protetto, con chi in tutti questi anni mi ha invitato sempre a capire il sadico e mi ha buttato nella fossa dei leoni, perché mi ha abbandonato al carnefice.

A te che mi hai fatto così male, un male enorme, dico solo che non ti disprezzo, non ti odio, ma non ti giustifico. Mi hai fatto molto male e solo il fatto che ci hai goduto mi fa ancora più male. Dico che non ti stimo piu’. Ringrazio che non sono come te. Ringrazio di avere a fianco persone che mi vogliono bene, bene veramente, non a parole. Che ci tengono, e ci tengono veramente, non a parole. Che mi stimano, e non a parole. Ringrazio che la gente mi fa guardare alla vita, che mi dice che è un onore avermi come amica, che mi commuove solo a vederlo scritto. Ringrazio chi mi ha ricordato cosa sono, perché il tuo odio e il tuo sadismo mi hanno fatto a pezzi, con tua grande soddisfazione. Ringrazio chi mi ha fatto vedere che farmi sentire una persona sbagliata era la distruzione di me che tu volevi. Tu unica vittima delle tue paranoie e dei tuoi deliri, incapace di vedere la realtà. Ora finalmente anche gli altri si accorgono, ora iniziano a vedere i tuoi problemi, che sono seri, e la tua anaffettività, e questo per me è un sollievo.

Ora devo ancora capire, devo capire tanto, devo capire che i problemi psichici che un’altra persona ha non sono i miei, ma sono i suoi. Che la cosa tipica del sadico, come Schellenbaum dice, è la non assunzione di responsabilità e l’incapacità di sentirsi colpevole e attivo in tutto questo. Per il sadico tutto è colpa dell’altro, vede un complotto, non può vedere l’amore perché non lo reggerebbe, non lo sa gestire. Il sadico nei suoi deliri paranoici è solo vittima, mai artefice, sempre passivo e mai attivo. Devo imparare ad evitare il sadismo, che è la trappola della mia vita. Devo imparare finalmente a non farmi carico delle patologie altrui. Devo imparare a credere che possa esistere una persona sana per me, buona, che mi ami veramente e non mi voglia distruggere. Devo riprendere fiducia che tutto questo un giorno potrà accadere. [P.S.]“

Perché vivere in Sardegna?

28 ottobre 2009 di jraffa

perché anche se è giornata lavorativa puoi pranzare al mare…

Notizie dal mondo…con RSS

25 ottobre 2009 di jraffa

Siccome dei giornali italiani e delle notizie italiane ciclicamente mi stanco, preferisco andare a vedere cosa dicono le testate internazionali dando uno sguardo direttamente su Thunderbird con il suo aggregatore.
Ho raccolto qui le pagine dei feed RSS di alcune tra le principlai testate straniere, che mi danno la possibilità di avere uno sguardo sul mondo, visto che le bassezze e le schifezze della nostra politica spesso mi fanno sentire dentro una campana di vetro. Invece c’è altro che accade là fuori…
RSS Washington Post
RSS New York Times
RSS BBC News
RSS CNN
RSS El Mundo
RSS Le Monde
RSS Der Spiegel

Sant’uomo…

19 ottobre 2009 di jraffa

Dipendenze affettive
L’impulsività è una condizione di incapacità di contenere le proprie pulsioni, in particolare quelle rivolte all’oggetto d’amore. L’impulsività risponde alla legge del “tutto e subito” e si coniuga al tempo presente: l’espressione dell’impulso non può essere rimandata al futuro, aspettare è impossibile e doloroso, perciò non rimane che agire nell’immediato.

Le alterazioni dell’umore, in genere in senso depressivo, sono tra i principali motivi che alimentano una dipendenza affettiva. L’altro, con le sue emozioni, i suoi comportamenti e le sue reazioni diventa gradualmente il solo individuo in grado di placare o alleviare la caduta depressiva.

Ogni dipendenza prospera all’interno di una asimmetria di relazione in cui un membro della coppia prevale e l’altro soccombe.

Occorre VEDERE L’ALTRO, RISPETTARLO e RISPETTARCI, PARLARSI, CAPIRSI, CONFRONTARSI, TROVARE UN EQUILIBRIO, ASCOLTARCI TANTO, CAPIRE I PROPRI BISOGNI, SENTIRE DOVE CI TROVIAMO, COSA STIAMO VIVENDO, SALVAGUARDARE LA PROPRIA DIGNITA’ E QUELLA DELL’ALTRO, SENTIRE I PROPRI TEMPI, E INCONTRARSI, SCAMBIARE, LAVORARE SU DI SE’, VOLERSI BENE E FAR PARLARE IL CUORE. E come dice il proverbio zen, finché c’é la possibilità di una risata, tutto, davvero tutto, è possibile. Quando non si saprà più sorridere lì sarà la fine. Io voglio continuare a sorridere e a dare spazio alla vita.

Me la dedico e la dedico a chi legge

5 ottobre 2009 di jraffa

Sempre mi stupisce, ogni volta che la leggo, ciclicamente ci ritorno e ogni volta mi da forza.

“Lentamente Muore”

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una
splendida felicità.

Pablo Neruda