“Non ho ancora imparato a capire che ci sono persone che prendono i tuoi sentimenti e ne fanno brandelli, che godono del fatto che tu stia male per loro. Queste persone sono le persone sadiche, e le persone sadiche odiano senza mettersi limiti. Sono persone che ti fanno male, che si prendono gioco dei tuoi sentimenti come se fossero roba da niente, quando invece l’amore e’ oro. Persone che non sanno accettare di essere amate, non lo tollerano, non sanno gestire il sentimento d’amore che proviene dalle altre persone. Vedono una realtà distorta e soffrono di deliri paranoici e alterano la realtà. Non sanno gestire l’amore di un’altra persona quando lo ricevono, ma lo disprezzano e lo negano a tutti i costi, preferiscono credere di non essere amate affatto, perché insieme all’amore hanno sempre vissuto l’odio, come capita a un bambino rifiutato da una madre, che cova amore e odio insieme e li confonde come una cosa sola. Quel bambino fa di tutto per avere l’amore della madre, ma allo stesso tempo la odia perché lei non glielo da. Ed è questo ciò che impara inconsciamente dalla vita. Che l’amore e l’odio sono fusi, sono la stessa cosa.
Io ringrazio di aver letto queste cose, ringrazio Schellembaum e ciò che ha scritto, perché è grazie a questo che ho capito che esistono le persone sadiche. E’ così che ho capito che per quanto tu possa dimostrare loro il tuo volergli bene, loro continueranno a negarlo, perché non saprebbero come gestire il fatto di essere finalmente amati nella vita senza riserve. Ringrazio di lavorare su me stessa, ringrazio di avere l’empatia e di provare sempre dolore nel vedere una persona che soffre, tanto piu’ se soffre per me. Ringrazio di non essere sadica, né anaffettiva. Cammino a testa alta sapendo che non mi sono mai presa gioco di nessuno, che mi sono sempre presa le mie responsabilità perché non è da persona matura non prendersele e credere sempre che la persona sbagliata sia l’altra. E cammino a testa alta anche comprendendo che una persona se mi fa del male ha probabilmente una sua grande ferita dentro, vecchia o nuova che sia, ma ce l’ha. E io quella ferita la guardo con comprensione e con rispetto, perché il dolore di non essere amati è il dolore di tutti. E perché di fronte alla ferita di una persona non si può provare piacere e soddisfazione, come il sadico fa.
Tu che leggi o che un giorno leggerai queste cose, sappi che mi hai fatto molto male, che mi hai provocato dolori atroci, che nel farmi carico della tua patologia ho rovinato me stessa, e la fatica per risalire è tanta. Ancora di piu’ mi ha fatto male vedere che non provavi niente, se non piacere, nel vedermi soffrire. Hai dato colpi al mio cuore e ferite cosi’ profonde che faranno male per tutta la vita. La tua anaffettività e i tuoi disturbi hanno fatto danni enormi su di me, che me ne sono caricata credendoli limiti miei, credendomi sbagliata dall’inizio alla fine.
Ringrazio che non sono anaffettiva, ringrazio che provo empatia, e che se uno soffre il mio cuore lo sente. Non ho corazze di fronte alla sofferenza altrui e ne sono contenta, perché uno che è sadico vive molto male. La risalita è lenta e difficile, ogni gradino fatto può essere seguito da una caduta all’indietro. Ringrazio chi mi ha aiutato a vedere tutto questo. Ringrazio chi mi ha ricordato che persona sono, ringrazio chi di fronte al sadico mi ha detto: non sei tu la malata. Ce l’ho invece con chi non mi ha protetto, con chi in tutti questi anni mi ha invitato sempre a capire il sadico e mi ha buttato nella fossa dei leoni, perché mi ha abbandonato al carnefice.
A te che mi hai fatto così male, un male enorme, dico solo che non ti disprezzo, non ti odio, ma non ti giustifico. Mi hai fatto molto male e solo il fatto che ci hai goduto mi fa ancora più male. Dico che non ti stimo piu’. Ringrazio che non sono come te. Ringrazio di avere a fianco persone che mi vogliono bene, bene veramente, non a parole. Che ci tengono, e ci tengono veramente, non a parole. Che mi stimano, e non a parole. Ringrazio che la gente mi fa guardare alla vita, che mi dice che è un onore avermi come amica, che mi commuove solo a vederlo scritto. Ringrazio chi mi ha ricordato cosa sono, perché il tuo odio e il tuo sadismo mi hanno fatto a pezzi, con tua grande soddisfazione. Ringrazio chi mi ha fatto vedere che farmi sentire una persona sbagliata era la distruzione di me che tu volevi. Tu unica vittima delle tue paranoie e dei tuoi deliri, incapace di vedere la realtà. Ora finalmente anche gli altri si accorgono, ora iniziano a vedere i tuoi problemi, che sono seri, e la tua anaffettività, e questo per me è un sollievo.
Ora devo ancora capire, devo capire tanto, devo capire che i problemi psichici che un’altra persona ha non sono i miei, ma sono i suoi. Che la cosa tipica del sadico, come Schellenbaum dice, è la non assunzione di responsabilità e l’incapacità di sentirsi colpevole e attivo in tutto questo. Per il sadico tutto è colpa dell’altro, vede un complotto, non può vedere l’amore perché non lo reggerebbe, non lo sa gestire. Il sadico nei suoi deliri paranoici è solo vittima, mai artefice, sempre passivo e mai attivo. Devo imparare ad evitare il sadismo, che è la trappola della mia vita. Devo imparare finalmente a non farmi carico delle patologie altrui. Devo imparare a credere che possa esistere una persona sana per me, buona, che mi ami veramente e non mi voglia distruggere. Devo riprendere fiducia che tutto questo un giorno potrà accadere. [P.S.]“



