Oggi è il giorno della memoria

Oggi 27 Gennaio è, era e sarà “Il giorno della memoria”, perchè il 27 Gennaio del 1945 l’Armata Rossa liberò il campo di concentramento di Oswiecim (in tedesco “Auschwitz”), che è il simbolo dell’orrore dell’Olocausto (letteralmente “sacrificio completo”) o Shoah (catastrofe). Ma non so cosa scegliere tra Mauthausen, Auschwitz-Birchenau, Birchenau 2, Bergen-Belsen, Treblinka, Ravensbruck, Buchenwald, Dachau e tutti gli altri.
Ho visto Dachau (vicino a Monaco) nel 2002 e non lo scordo, ho letto libri e libri su questa orribile pagina della storia, su questo che è uno degli innumerevoli orrori che l’uomo è capace di compiere, e ricordo tra i tanti “Il silenzio dei vivi”, scritto da Elisa Springer, una persona che ha nascosto fino ai 68 anni anche ai suoi figli la sua esperienza da dimenticare, vivendo tutta la vita con un numero tatuato sul braccio e riuscendo a nasconderlo con un cerotto.
Ricordo soprattutto “Tra i morti viventi di Mauthausen”, di Christian Bernadac, il libro che mi ha scioccato di più, e non posso dimenticare i purtroppo famosi 186 gradini irregolari e scivolosi, che portavano a una cava, e che i prigionieri di questo campo dovevano affrontare trasportando su e giù dei massi. Arrivati quasi all’ultimo gradino, le guardie, sprezzanti e con cinismo, con una pedata li rimandavano giù, ed era tutto da rifare. Un libro che leggevo con gli occhi gonfi di lacrime, mi dovevo fermare perchè non riuscivo più a leggere niente dalle lacrime e dai singhiozzi, e mi sentivo in colpa, piena di vergogna, avvilita e colpevole per tutto quello che queste persone avevano dovuto soffrire e per tutti quelli che erano morti, per ciò che noi uomini siamo in grado di fare all’altro. E io oggi viva non posso fare nulla per loro, ma posso non dimenticare.
Ricordo tutti quelli che sono stati vittime di quest’orrore atroce, contraddistinti dai loro triangoli colorati: ebrei, omosessuali, handicappati, comunisti, zingari, testimoni di Geova,…
Ricordo le centinaia di campi di concentramento e di sterminio, più di quanti possiamo immaginare.

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